Antonio Tutolo, domenica 24 agosto, sarà in piazza Duomo per la petizione che indurrebbe l'Amministrazione comunale a chiedere la revocazione della sentenza, emessa nel marzo 2006 dalla Corte d'appello di Bari, che imponeva al Comune di Lucera la restituzione dell'area Sacco e il pagamento di 5 milioni di euro, e conseguenti interessi, quale risarcimento alla società "Nicola Sacco & Figli".
"La petizione popolare che proporremo serve per costringere, tra virgolette - ci ha detto il commerciante di via Bovio - l'Amministrazione comunale a chiedere la revocazione della sentenza Sacco. Per me è assurdo che gli unici che non hanno colpa dovranno pagare, cioè i cittadini di Lucera. Il proverbio dice "chi rompe paga...", ma, in questo caso, chi non ha rotto pagherà. La vicenda Sacco - ha continuato Tutolo - presenta aspetti poco chiari, come le perizie strane, per esempio. Io vorrei che si accertassero le responsabilità, meglio se attraverso una commissione d'inchiesta, con eventuali denunce. E' inaccettabile che la città debba pagare per ciò che non ha commesso. Per questo, mi appello a tutti i cittadini che hanno voglia di capire come sono andate le cose affinchè vengano a firmare per la petizione".
L'area su cui un tempo esisteva il pastificio Sacco, distrutto da un colossale incendio, fu espropriata dal Comune, anni dopo, per la realizzazione di un mercato coperto, che non fu mai portata a termine. La vicenda, in seguito approdata nelle aule giudiziarie, si è arricchita di risvolti che hanno alimentato molti sospetti. In breve, l'Ufficio Tecnico del Comune, in un primo momento, presentò una relazione attestante la pubblica utilità del terreno dell'area Sacco con una indicazione di risarcimento danni pari a circa 600.000 euro. Nel 2003, incomprensibilmente, nuova relazione, ma affidata dal Comune ad un tecnico esterno che fece lievitare l'ammontare del risarcimento, che lo stesso Comune avrebbe dovuto pagare, a 5 milioni di euro.