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ARTISTI DI SBARRE NEL CARCERE DI LUCERA
 
“Questo pomeriggio si è avvertito un bel clima, giusto. Credo che a nessuno sia sembrato di aver trascorso alcune ore in carcere. Grazie a tutti per il grande impegno profuso: è stata una bella iniziativa”. Nelle parole del Direttore della Casa Circondariale di Lucera, Giuseppe Altomare, il senso della manifestazione organizzata nell’Istituto Penitenziario dal CPIA1, il Centro Provinciale di Istruzione per gli Adulti.

SCUOLA E CARCERE - “L’Istruzione è un tassello fondamentale del percorso riabilitativo – ha evidenziato il dirigente scolastico del CPIA1, Antonia Cavallone – In particolare in luoghi come questo, è determinante l’intento sociale, civico e culturale, che viene realizzato grazie a una collaborazione sinergia tra direzione, polizia penitenziaria, area educativa, qui rappresentata da Cinzia Conte, da associazioni e docenti, che credono in questa importante missione e lavorano silenziosamente, ogni giorno. La scuola nel carcere non si concretizza solo con i corsi di alfabetizzazione e scuola media: i progetti sono tanti e rivestono un ruolo fondamentale. Il PON che ha portato all’abbellimento della sala colloqui ne è un esempio”.

IL MURALE NELLA SALA COLLOQUI - Nel corso del pomeriggio è stato proiettato un video che ha illustrato le varie fasi del murale che i detenuti hanno realizzato insieme con l’esperto Mosè La Cava e con il tutor, Alfonso Rainone. “Il progetto che ha visto all’opera gli artisti di sbarre – ha sottolineato il docente – si è nutrito di un’attività cooperativa, in cui ciascuno ha dato il proprio contributo: tutti si sono entusiasmati e divertiti e qualcuno si è rilassato. A tutti noi piace pensare che davanti a tale opera le famiglie, entrando, non abbiano la percezione di un luogo chiuso e triste, ma di uno spazio aperto, dove anche i bambini possano sentirsi a proprio agio”. L’opera rappresenta un paesaggio, con diversi elementi; in basso, una scritta significativa: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita”, l'incipit del primo canto dell'Inferno di Dante Alighieri, “per ricordare a tutti che c’è stato un momento della vita in cui si è smarrita la via”.

PROGETTI E LAVORI DIETRO LE SBARRE - Dopo la consegna degli attestati ai corsisti partecipanti al PON, alcuni detenuti si sono esibiti cantando, accompagnati dal docente del corso musicale, Sergio Picucci e recitando poesie. Sono stati poi illustrati i lavori realizzati con la docente responsabile del punto di erogazione del CPIA1, Rosaria Saponaro, con la docente di Potenziamento, Maria Filippa Finaldi e con i volontari dell’associazione Padre Maestro San Francesco Antonio Fasani.

LA LETTERA DEI CLOWN DOTTORI - Al termine della manifestazione, prima che i ristretti cantassero l’ultimo brano, “Stand by me” di Ben E. King, la responsabile della promozione del volontariato in ambito penitenziario del CSV Foggia, Annalisa Graziano, ha letto una lettera di ringraziamento che la presidente de Il Cuore Foggia ha scritto per i ristretti della Casa Circondariale di Lucera, protagonisti di una raccolta fondi per l’associazione. “Vi auguro di recuperare ogni secondo degli anni di crescita dei vostri figli perché i vostri figli sono piccoli una volta sola, perché ci sono situazioni che succedono una volta sola, ci sono emozioni che potrete condividere solo in alcuni momenti della loro vita, perché alcune cose si possono fare anche domani, altre passano e non torneranno più. Vi auguro – ha scritto Jole Figurella - di parlare, conoscervi, semplicemente dando loro le attenzioni di cui hanno bisogno, perché sono sicura che loro vi vedono come una persona da imitare, come i loro super eroi e perché non diventarlo davvero? Dopo tutto, ciò che più desiderano è che voi li facciate sentire importanti e vi assicuro che non c’è nulla che valga di più a questo mondo del vederli felici. Vi auguro gioia vera e serenità anche se il vostro cuore è deluso e stanco di ricominciare. Vi auguro abbracci e strette di mano sincere e tanta pace e prosperità a tutti voi che lottate per esserci, malgrado tutto. Concludo questa mia lettera con dirvi ancora grazie di cuore per averci donato il vostro contributo che sarà preziosamente utilizzato per un progetto che si concretizzerà a Natale 2018, per il quale stiamo mettendo da parte tutti i nostri risparmi. Realizzeremo una Sala Tac a dimensione bambino, trasformandola in una navicella spaziale con stencil e tanti colori sulle pareti”.

Grandi applausi ed emozioni tra gli artisti di sbarre, protagonisti di un pomeriggio senza barriere.


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