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LA STORIA DELLA SHOAH COMMUOVE GLI STUDENTI DELLA ZINGARELLI
 
Le note di “Smile” di Piovani, colonna sonora del film “La vita è bella”, interpretate al pianoforte e al violino da due alunni, ha aperto venerdì scorso la partecipata presentazione del libro di Carlo Greppi nell’auditorium della scuola media “Zingarelli”.

“Non solo oggi abbiamo il dovere di ricordare – ha sottolineato un attore nel corso del suo monologo sul palco, mentre veniva proiettato un video sugli orrori della Shoah - ma dobbiamo farlo tutte le volte in cui qualcuno vuole calpestare i diritti di ogni essere umano. E non dimentichiamo che errare è umano, tutti possiamo sbagliare. Perdonare è divino, anche se difficile, e perseverare è diabolico. Purtroppo non solo in quegli anni, ma anche ai nostri giorni l’uomo si comporta diabolicamente”.

“La memoria è un dovere – ha sottolineato Lucia Palmieri, docente referente del progetto – anche verso le giovani generazioni, alle quali si deve trasmettere la consapevolezza e la conoscenza del passato, perché non siano private di quel patrimonio morale che è rappresentato dalla continuità della storia dell'uomo. Spetta alla famiglia, alla scuola, alle istituzioni coltivare nei giovani il rispetto della dignità di ogni essere umano”.

Nel corso del pomeriggio, Carlo Greppi, giovane e brillante storico che ha scelto il linguaggio della narrativa per affrontare proprio temi come Shoah, razzismo, migranti e xenofobia, ha presentato “Non restare indietro”. Nel romanzo Francesco, il protagonista, acquisisce memoria storica ed entra in rapporto con il mondo degli adulti. La storia e la memoria con cui Francesco si confronta sono quelle della Shoah e il luogo in cui si svolge oltre la metà della vicenda narrata è la scuola. Una scuola che fa scelte forti e sa aprirsi al mondo e per questo ha studenti che si animano di fronte a proposte di senso.

Su questo aspetto è intervenuta Maria Aida Episcopo, dirigente dell’ufficio scolastico territoriale di Foggia, che ha proprio sottolineato l’importanza del ruolo della scuola per la formazione dei giovani e i gravi rischi connessi alla negazione della shoah. Numerose anche le domande degli studenti, dalle emozioni che provano i giovani che conoscono le tristi vicende legate a Aushwitz alle motivazioni che hanno spinto lo scrittore a scegliere di parlare di Shoah ad un pubblico adolescenziale, fino alla scelta del protagonista, un sedicenne.

Il pomeriggio si è concluso con un messaggio di speranza, quello di Charlie Chaplin nel film “Il grande dittatore - Discorso all’umanità” e sulle note di “Buongiorno principessa” de “La vita è bella”, con l’immagine di una candela accesa sullo sfondo.
Lungo l’applauso dedicato alla memoria delle vittime della Shoah.


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