Le forze di opposizione hanno lasciato il palco del teatro Garibaldi appena dopo l'inizio della seduta del Consiglio comunale di giovedì 25 giugno. I consiglieri di minoranza, tutti presenti tranne Pasquale Dotoli, sono usciti dopo la lettura, da parte di Giuseppe Bizzarri, di un lungo documento, rivolto al presidente del Consiglio comunale e indirizzato per conoscenza al Prefetto, in cui si denuncia, in particolare, la prassi che mette i consiglieri nella difficile posizione di non ricevere la documentazione relativa agli argomenti in discussione almeno cinque giorni prima della seduta, come da regolamento.
Il sindaco, Antonio Tutolo, con i banchi alla sua destra ormai vuoti, ha preso la parola per dichiarare che l'Amministrazione si assume la responsabilità di questa inefficienza organizzativa e che si impegnerà ad accertare, presso gli uffici preposti alla preparazione delle fascette, i motivi dei ritardi ed eventualmente valutare determinati comportamenti. Ma, il Primo cittadino ha anche ricordato come, durante la passata consiliatura, quando era all'opposizione, non fossero inconsueti simili episodi e come sarebbe stato facile assumere certi atteggiamenti di protesta e lasciare l'aula. A quello di Tutolo, hanno fatto eco gli interventi di alcuni consiglieri di maggioranza per stigmatizzare la scelta dei colleghi dell'altro schieramento di abbandonare i lavori senza neanche ascoltare quanto essi avrebbero detto a tale riguardo.
Constatata la presenza di dodici consiglieri su ventiquattro, oltre al Sindaco, Imma Cibelli, vice presidente del Consiglio in sostituzione di Luca Borrelli, ha dichiarato valida la prosecuzione dei lavori che hanno portato all'approvazione di tutti i punti all'ordine del giorno tranne il il numero 8 (Revoca della delibera di Consiglio comunale n. 86 del 7 novembre 2013. Approvazione nuovo regolamento per l'affidamento di servizi, forniture e lavori in economia) che è stato ritirato.
La pricipale attenzione era per il punto 4, cioè i provvedimenti in merito al ripiano del maggiore disavanzo di amministrazione derivante dal riaccertamento straordinario dei residui e dal primo accantonamento al fondo crediti. La relazione dell'assessore Fabrizio Abate ha illustrato che il disavanzo complessivo è quantificabile in oltre sei milioni di euro, che saranno spalmati nei prossimi esercizi fino al 2045. L'Assise, tra gli altri punti approvati, ha dato il via libera al progetto per la realizzazione di un volume tecnico, destinato all'installazione di un gruppo elettrogeno, su un'area di proprietà dell'Acquedotto pugliese, in contrada Acquasalsa, necessario, come ha spiegato l'assessore Gianni Di Croce, per far fronte alla mancanza di energia elettrica che si verifica anche a seguito di atti delittuosi come i furti di cavi. Il provvedimento comporterà una variante all'attuale Piano Regolatore Generale.
Al sig. Presidente del Consiglio comunale di Lucera per conoscenza a Sua Eccellenza il Prefetto della Provincia di Foggia
Sig. Presidente,
prima dell’inizio dei lavori consiliari, i sottoscritti consiglieri di opposizione intendono effettuare la seguente comunicazione.
Ancora una volta, in occasione della convocazione del consiglio comunale, deve essere rilevata la violazione del disposto dell’art. 14 del regolamento comunale istituito per il suo funzionamento, che prevede, come è noto, che la documentazione relativa agli argomenti in discussione, debba essere messa a disposizione dei consiglieri almeno cinque giorni prima della data fissata per la seduta.
Tale situazione rappresenta ormai una costante dei lavori consiliari, che hanno visto celebrarsi consigli in cui addirittura la consegna, ad esempio, di pareri del collegio dei revisori avveniva pochi minuti prima della discussione su argomenti complessi e delicati quali quelli connessi al bilancio comunale.
Tale situazione, sig. Presidente, rappresenta una vera e propria mancanza di rispetto delle prerogative e del ruolo dei consiglieri comunali, che vengono relegati ormai a numeri, dimenticando che gli stessi, invece, dovrebbero esercitare innanzitutto in questo consesso, un ruolo politico di primaria importanza nella gestione dell’amministrazione della città.
Abbiamo tollerato per un anno queste violazioni, nella speranza che si trattasse dei normali problemi di organizzazione che, all’inizio del mandato, ogni nuova amministrazione può incontrare.
Abbiamo, per senso di responsabilità, evitato di sollevare eccezioni formali sul rispetto delle norme regolamentari che pure questa amministrazione ha contribuito ad emendare.
Avremmo potuto impugnare l’esito di sedute delicate, quali quelle relative alla dichiarazione del pre-dissesto o dell’approvazione del piano di riequilibrio previsto dall’art. 243 bis del testo unico degli Enti locali, il che avrebbe determinato la paralisi dell’azione amministrativa della città, addossandovi legittimamente le colpe della vostra disorganizzazione.
Non lo abbiamo fatto, lo ripetiamo, solo per senso di responsabilità nei confronti dei cittadini in nome dei quali ci troviamo qui ad operare.
Ci siamo limitati ad avvertirvi che questa situazione non poteva proseguire; vi abbiamo chiesto di mutare atteggiamento.
Lo abbiamo chiesto formalmente a tutta la coalizione di governo, non soltanto al Presidente del consiglio: quella coalizione di governo che si è presentata come composta da paladini della legalità e della trasparenza ma che, a distanza di un anno dall’insediamento, si sta dimostrando assolutamente insensibile a tali proclami.
E’ forse rispetto della legalità consegnare i documenti del consiglio, in violazione delle norme che ne regolano il funzionamento?
Può definirsi trasparente il comportamento di chi di fatto impedisce ai consiglieri comunali di espletare al meglio la propria funzione, omettendo di consegnare loro, in tempo utile, i documenti su cui dovranno discutere nell’adunanza?
Ciò che maggiormente sorprende è che tale comportamento promani innanzitutto da alcuni consiglieri che, all’opposizione nella passata amministrazione, si lamentavano in modo anche rumoroso ed importante, delle violazioni di questi principi che, prima di essere normativi, dovrebbero esser di buon senso.
Che fine hanno fatto le sue fragorose lamentele rivolte ai passati amministratori, sulla mancata comunicazione ai consiglieri addirittura degli atti con cui venivano instaurati in danno del comune, procedimenti giudiziari, sig. Sindaco?
Ha dimenticato anche queste cose, oltre a tutti i suoi cavalli di battaglia di quando faceva opposizione?
Vi rendete conto che tale comportamento, oltre a dimostrare mancanza di rispetto del ruolo dei consiglieri, manifesta una evidente incapacità di organizzazione del lavoro?
Vi rendete conto che, per fare un esempio, all’ordine del giorno dell’odierno consiglio, vi sono dei regolamenti che sono stati già approvati in fretta e furia dal consiglio in un’altra seduta, senza neppure passare nella competente commissione?
In quella occasione vi avvertimmo che le disposizioni regolamentari che stavate approvando, contrastavano con norme di grado sovraordinato e che, dunque, saremmo stati costretti a modificarle. Ma nulla, le avete approvate lo stesso.
Poi, in commissione avete dovuto ammettere, sia pur tacitamente, che avevamo ragione ed avete dovuto apportare le modifiche che approdano oggi in consiglio.
Lo stesso si è verificato con il regolamento delle trasmissioni del consiglio comunale, copiato integralmente da un altro comune, anche nella parte in cui contrasta con la costituzione, approvato in tutta fretta e mai applicato, per evidenti ragioni di inettitudine.
Ed allora, sig. Presidente, non sarebbe stato meglio rispettare il ruolo ed il lavoro dei consiglieri, consentendo loro di affrontare con la dovuta serenità ed attenzione gli argomenti, così da evitare un lavoro inutile e figure barbine dinanzi alla cittadinanza?
Ma le violazioni del ruolo e delle prerogative dei consiglieri comunali, non finiscono qui.
E’ forse necessario ricordare che vi sono interrogazioni avanzate per iscritto, cui a distanza di mesi ancora non perviene alcuna risposta?
Vogliamo parlare del fatto che, ad esempio, la commissione bilancio, pur in una fase così delicata della vita contabile del Comune, si riunisce forse una volta al mese e non è messa a conoscenza di tutti gli snodi fondamentali di tale complicato periodo?
Le commissioni consiliari, signor Presidente, sig. Sindaco, e signori consiglieri, non sono solo il luogo dove si rubano i soldi ai cittadini, maturando illeciti importi corrispondenti a non dovuti gettoni di presenza; sono soprattutto il consesso in cui si svolge il ruolo del consigliere comunale, che ha, proprio in tali occasione, la possibilità di confrontarsi in modo costruttivo (e spesso più sereno che in altri contesti) con i colleghi e con i funzionari comunali, sulla complessiva vita amministrativa dell’Ente.
Il consigliere comunale non è solo un soggetto a cui chiedere di venire in consiglio per mantenere il numero legale della seduta o per alzare la manina in occasione delle votazioni.
Il consigliere comunale, cari colleghi, non serve a trasportare libri da un locale all’altro: non siamo stati eletti per postare sui social network le fotografie ritraenti l’esercizio della nostra buona volontà, magari nella speranza di coprire il vuoto totale dell’azione amministrativa; speranza peraltro rivelatasi vana, come il disastroso esito delle elezioni regionali ha dimostrato.
Né potete pensare di fare differenze di dignità fra maggioranza e minoranza, pur nella ovvia distinzione delle posizioni.