Il Consiglio comunale di Lucera ha adottato il Pug, il Piano urbanistico generale e, trattandosi di uno strumento la cui ultima versione risale al 1974 - all'epoca si chiamava Piano regolatore generale - più di uno, ieri, ha parlato di momento storico per la Città.
L'Assise si è tenuta al teatro Garibaldi, affollato di cittadini, richiamati anche dal dibattito/scontro che si era creato sull'argomento in piena campagna elettorale.
Il voto favorevole all'approvazione del famoso accapo è stato visto come la vittoria di Dotoli, come la vittoria di Tutolo, che ha voluto la seduta fuori dalla sala consiliare, concorde il Sindaco, o come la vittoria dell'asse Dotoli-Tutolo. Al di là delle opinioni, resta il fatto che il Sindaco ha saputo rintuzzare gli attacchi mossi dal gruppo di consiglieri che avversavano il provvedimento e che, oggi, sono organici alla coalizione che sostiene Bizzarri (presente in sala) alle amministrative del 25 maggio, in quanto candidati o per vicinanza.
Infatti, appena iniziata la seduta, De Vicaris è partito a testa bassa chiedendo che non si continuasse per vizio di forma, a suo dire, per il mancato inserimento nell'ordine del giorno di un accapo che riguardasse la valutazione di urgenza ed improrogabilità di ogni singolo punto in discussione, ma gli è stato risposto che la questione avrebbe dovuto essere posta nella conferenza dei capigruppo. Tuttavia, si è proceduto proprio in tal senso e, dalle votazioni, volta per volta, sono emerse l'urgenza e l'improrogabilità.
I primi quattro punti sono stati velocemente approvati. Quando si è giunti al piatto forte, cioè, l'adozione del Pug, la temperatura è salita in tutto il Garibaldi, perché il pubblico ha preso ad inveire contro coloro che hanno votato contro l'urgenza e l'improrogabilità. Alle grida di molti dei cittadini presenti, i consiglieri contrari hanno cominciato a lasciare il palco, frastornati o, forse, intimoriti, per l'inedita manifestazione di protesta, salvo tornare di lì a poco. Secondo qualcuno, Labbate, personaggio di punta dello schieramento pro Bizzarri, si sarebbe affacciato in zona e avrebbe consigliato di tornare dentro e di astenersi al momento dell'approvazione dell'accapo sull'adozione del Pug, probabilmente per cercare di evitare ripercussioni sulla campagna elettorale.
Dotoli, comunque, a proposito dell'urgenza e della improrogabilità, ha detto che esse nascono dalla recente sentenza del Consiglio di Stato e dalle altre vicende che riguardato il Comune in materia di Urbanistica. Pur essendo, il Pug, un documento vincolato ai pareri della Regione, oltre i quali non si può andare, esso tornerà in Consiglio comunale con la prossima amministrazione per recepire eventuali modifiche. Il Sindaco ha aggiunto che la politica deve svolgere il suo ruolo - una vera sfida -, facendo quello che vogliono i cittadini. Porre ostacoli all'adozione, avrebbe comportato il rischio di rendere vano un percorso compiuto in questi anni con tutti gli enti sovraordinari, esponendosi anche a eventuali modifiche della normativa.
Presente sul palco, il prof. De Salvia, che ha redatto il Pug, ne ha illustrato, con l'ausilio di un maxi schermo, le caratteristiche, dicendo ai consiglieri che essi sono gli arbitri della situazione, rigettando, però, alcune insinuazioni, frutto, secondo il professionista, di una cultura del sospetto, perché il suo lavoro non avrebbe subito alcuna ingerenza.
Quando si è giunti alla votazione, mancavano solo Grasso e Cedola, assenti dall'inizio. I voti a favore dell'adozione del Pug, compresi quelli di Dotoli e Pica, sono stati 22; gli astenuti sono stati 7 (Calabria, Scioscia, Trommacco, Massariello, Ruggiero, Forte, De Vicaris).
"Questo importante momento non si sarebbe avuto senza la presenza del pubblico", è stato detto, "perciò è stato giusto celebrare il Consiglio comunale fuori dall'aula consiliare, dove probabilmente le cose sarebbero state diverse, anche se, in seconda convocazione, il Pug, probabilmente, ce l'avrebbe fatta lo stesso".