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La Madre di tutte le schifezze, Tutolo torna all'attacco
 

Una piazza affollata, un maxi schermo e un racconto efficace per spiegare la genesi della Madre di tutte le schifezze: la Lista Tutolo va giù duro sul rapporto tra il Comune di Lucera e la ditta che gestisce il servizio della nettezza urbana, la Tecneco. "Quando vi arriva la bolletta della tarsu - ha detto Antonio Tutolo - sappiate che gli incrementi della tassa sono dovuti a questi giochetti operati dai nostri amministratori".
Con lo slogan, una frase di Roberto Saviano, "L'omertà, oggi, è non voler conoscere", la manifestazione ha avuto come punto essenziale la proiezione di immagini che hanno rafforzato il racconto di Tutolo, come sempre issato sul palco.

Mesi di lavoro, un'analisi capillare dei documenti e poi il rendez-vous con il suo pubblico in piazza Duomo, per spiegare perchè a Lucera, dove la massa di rifiuti ammonta a 14.400 tonnellate annue, la tassa sia così salata, 2,43 euro al metro quadro, mentre a Segrate, comune lombardo di 33200 abitanti, ammonti a 1,18 euro, nonostante una produzione di immondizia superiore del 70%, circa 24.300 tonnellate.

La storia comincia nel 1994, prima amministrazione Bonghi, quando il Comune decide di affidare il servizio di nettezza urbana ad una ditta privata con un canone annuo di circa 1.400.000 euro per nove anni. C'è un contratto che parla chiaro, con inclusa la planimetria del territorio cittadino: la città deve essere pulita tutti giorni con svuotamento dei cassonetti e il conferimento in discarica. L'attività comprende i quartieri dell'estrema periferia e le zone che sarebbero state edificate negli anni successivi; la manutenzione e la periodica pulizia dei cassonetti, anche quelli che sarebbero stati installati in seguito; lo sfalcio delle erbacce lungo i marciapiedi, nelle aiuole pubbliche, nei cortili scolastici, nelle fossette degli alberi; la pulizia della pineta comunale; la raccolta differenziata.

Col passare del tempo, e delle amministrazioni (Bonghi 1, Bonghi 2, Labbate, Dotoli) nonostante la chiarezza del contratto di origine, si assiste ad una escalation dei costi dovuti ad una serie di estensioni del servizio. Cominciamo a pagare in più la pulizia festiva, quella di Lucera 2 e di Lucera 3 e di altre zone tutte incluse, comunque, nella planimetria della città allegata al momento dell'affidamento dell'appalto.
Paghiamo per la rimozione delle chewingum e delle deiezioni dei piccioni; paghiamo per l'isola ecologica informatizzata della raccolta differenziata; paghiamo per pulire la zona Asi, che è area privata; paghiamo, addirittura, sia la Tecneco che l'Amef per lo sfalcio delle erbacce che, secondo Tutolo, non avviene. Così come non avviene la rimozione dei rifiuti dalla pineta comunale (il Sindaco, recentemente, ha chiamato a raccolta i cittadini per farlo).
Nel 2002, con la necessità di mandare l'immondizia nella discarica di Cerignola (soldini in più), si decide di limitare lo spazzamento al solo centro storico nei giorni festivi. Si risparmiano così 100.000 euro all'anno, ma quando, in seguito, si ritorna all'antico l'aumento è di 320.000.
E il rinnovo del contratto alla stessa ditta avvenuto nel 2005, Labbate sindaco? Per Tutolo è irregolare perchè eseguito senza gara d'appalto.

La Madre di tutte schifezze costa ai cittadini di Lucera, secondo i calcoli della Lista Tutolo, ben 11.100.000 euro; oggi, dovremmo pagare un canone annuo alla ditta di 2.700.000 euro, invece siamo arrivati a sborsarne 4.300.000 all'anno. Una spregiudicata operazione di mungitura di soldi pubblici che ha mandato alle stelle la tassa sui rifiuti solidi urbani.

Ultimato il racconto, sul maxi schermo sono comparsi i verbali delle riunioni delle giunte nel corso delle quali sono state approvate le estensioni e gli altri provvedimenti con tanto di nomi e cognomi di sindaci e assessori. Tutto il materiale sarà presto on line sul sito della Lista Tutolo.   
          
Fabrizio Abate, segretario cittadino del PD, sottolineando l'utilità della manifestazione della Lista Tutolo, ha dichiarato che sarebbe auspicabile un'azione collettiva nelle sedi appropriate per rendere giustizia ai cittadini con l'individuazione di tutte le responsabilità.



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Il conto finale
La planimetria della città
Uno dei tanti documenti proiettati