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Diverbio con la vigilessa a Lucera, l'autodifesa di Di Ianni
 

L'assessore al Bilancio del Comune di Lucera, Raffaele Di Ianni, in merito alla vicenda del diverbio avuto con una vigilessa nell'espletamento delle sue funzioni, ha diffuso la sua versione dei fatti nella lunga lettera di seguito riportata.

Io sottoscritto Raffaele Di Ianni, atteso il clamore che è stato fatto e riportato in ordine all’episodio che mi ha visto coinvolto in data 19 maggio 2010, intendo chiedere un giusto spazio affinché venga pubblicata la reale versione dei fatti accaduti onde evitare altre ed ulteriori speculazioni causa la loro mancata conoscenza.
Il tutto riferito in ordine strettamente cronologico e in ordine comportamentale delle parti in questione:
“Alle ore 9,30 circa del giorno 19 maggio 2010, mi sono trasferito con la mia autovettura in via Zuppetta per recarmi presso la locale Banca Popolare di Milano con la quale, per ragioni professionali e di lavoro, intrattengo rapporti correnti. Ho tentato di parcheggiare l’auto negli spazi consentiti, senza riuscirvi  in quanto tutti occupati, ho cercato un parcheggio di fortuna che mi consentisse di lasciare l’auto per qualche minuto, tempo strettamente necessario per effettuare l’operazione bancaria, accostando il più possibile per non intralciare il traffico innanzi al civico n. 25 di Piazza Tribunali sul lato e nei pressi dell’Assicurazione Aurora. Quivi, prima che scendessi dall’auto, mi ha raggiunto una operatrice del traffico che mi invitava a non sostare perché quel sito non era area di sosta autorizzata. Non avendo l’operatrice ritenuto di potermi consentire una breve sosta, riprendevo la marcia e proseguivo oltre. Nel mentre andavo alla ricerca di un regolare posteggio, giunto nei pressi di Piazza del Carmine, ho ricevuto una telefonata da parte di mia moglie che mi chiedeva di raggiungerla sotto casa (via Mazzini) in quanto causa la manifestazione del Giro, non era in grado di raggiungere, con la propria auto, lo Studio, luogo in cui svolge il proprio lavoro, sito in via S.Zeuli n.9.
Da premettere che mia moglie, a seguito di due seri interventi chirurgici, ha difficoltà di deambulazione e da sola ed a piedi non è e non era assolutamente in grado di raggiungere il proprio studio, difatti è titolare di autorizzazione al parcheggio per invalidi concessione n. 1023 rilasciata dal Comune di Lucera con scadenza 04/06/2014.
Ho cominciato a peregrinare per le strade di Lucera entro e fuori la circumvallazione della città (e di tanto ne sono testimoni il vigile Morlacco Davide, il dipendente Maiori Michele, l’ispettore Polito Michele ed una pattuglia della Guardia di Finanza che man mano incontravo), ma ogni accesso per poter raggiungere via Mazzini risultava precluso, ho quindi raggiunto nuovamente il Centro dalla parte di Porta Foggia, ho percorso, quale ultimo tentativo, via Mazzaccara nella speranza di accedere su via San Domenico per potermi portare su via Mazzini; ma anche questo sbocco risultava non accessibile e di tutta conseguenza sono stato costretto a ritornare in retromarcia su via Zuppetta unico percorso consentito. E’ di chiara evidenza il carico di stress e di tensione accumulato in quell’inutile girovagare, nel mentre mia moglie, telefonicamente, mi sollecitava di  raggiungerla per essere puntuale ad un appuntamento di lavoro precedentemente programmato ed indifferibile. Giunto in detta via, mi sono fermato in corrispondenza dell’intersezione con via San Francesco al fine di trovare un posto per parcheggiare. In quel momento notavo la stessa operatrice consentire la sosta ad un veicolo di colore grigio in corrispondenza del parcometro ivi esistente e notavo, altresì, la presenza di tre veicoli nella zona in questione, in sosta irregolare, in doppia fila ed in area di intersezione. Vedendo tale situazione, ritenendo che l’operatrice avesse consentito il parcheggio consapevole delle difficoltà scaturenti da evento straordinario, che, tra l’altro non interessava le vie in questione, parcheggiavo la mia autovettura sempre in Piazza Tribunali sul lato e nei pressi dell’Assicurazione Aurora in corrispondenza dei civici 25-26 e mi accingevo a raggiungere mia moglie per darle il necessario aiuto e sostegno.
In quel momento si avvicinava l’operatrice P.M. intimandomi di spostare l’auto. Inutilmente ho fatto presente le ragioni della sosta e l’assoluta necessità di raggiungere mia moglie non autonoma che si avventurava da sola per raggiungermi. Per tale impellente necessità, invitavo l’operatrice a fare il suo dovere ed ad elevarmi regolare multa. Queste circostanze rappresentate sono state accolte dall’operatrice con irrisione e comportamento scorretto e con l’assunzione di un atteggiamento incivile, aggressivo e provocatorio arrivando ad apostrofarmi gratuitamente e ad alta voce pronunciando espressioni “Lei dovrebbe dare l’esempio,  deve assolutamente spostare la macchina, ………..”. Da parte mia la invitavo ad adempiere al proprio dovere comminandomi la multa ed ho proseguito a piedi per andare incontro a mia moglie. Dopo circa quindici/venti minuti facevo ritorno per riprendere l’auto in compagnia di mia moglie tenendola al braccio e stante ancora la presenza della stessa operatrice sul posto, le facevo notare le difficoltà deambulatorie di mia moglie che giustificavano la mia apprensione e la necessità dell’accompagnamento. Per tutta risposta mi sono trovato di fronte ad una ostentata derisione da parte dell’operatrice che con tono arrogante sorrideva sarcasticamente offendendo me ed in modo particolare mia moglie per le sue evidenti limitazioni motorie pronunciando un verso, tra l’altro ad alta voce, a mo di risata “Ah, Ah, Ah”. Di fronte a questo atteggiamento ho avuto un legittimo risentimento che mi ha portato a contestarla evidenziando la impreparazione specifica nel ruolo tacciandola di un comportamento “cretino” e tipico di un “raccomandato” per un regolamento che l’aveva favorita. In particolare le ho contestato un comportamento più consono e rispettoso nei confronti degli utenti ed in particolare della mia persona in quanto soggetto qualificato e suo superiore responsabile dell’Amministrazione comunale. Dopo tanto ho troncato il discorso e mi sono allontanato con la mia autovettura”.
Di tanto è stato interessato il comando della Polizia Municipale nella persona del Dott. Beniamino Amorico.
L’episodio, così come verificatosi, è stato puntualmente riportato allo scopo di offrire agli organi di stampa ed all’opinione pubblica la chiave di giusta lettura dell’accadimento, per evitare speculazioni ingiustificate sulla mia persona in buona o mala fede, beninteso, per quest’ultima ipotesi, provvederò alla mia tutela personale, morale e politica e dei miei familiari nelle sedi competenti.
Ringrazio per la pubblicazione di questi miei chiarimenti sulla reale versione dei fatti dandoVi attestato per la serietà professionale della testata (salvo la disinformazione e/o mala fede di qualcuna) e per l’attenzione che vogliate prestare alla mia persona.



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