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La Lega cancella l'authority a Foggia. L'ira dell'Adiconsum
 

Dall'Ufficio stampa della Cisl di Foggia, riceviamo e pubblichiamo

L’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, la cui sede era stata individuata a Foggia dal Consiglio dei Ministri del 27 luglio 2007 (governo Prodi n.d.r.), non è mai divenuta operativa. Ora, "grazie" a Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa, la mai nata authority figura addirittura nella lista degli enti inutili.

Le emergenze alimentari che si sono succedute e continuano a succedersi negli ultimi anni hanno mostrato l’importanza – nel determinare l’orientamento dei consumatori – della fiducia nella sicurezza del cibo. L’attenzione verso i temi della sicurezza degli alimenti e della protezione degli interessi del consumatore si è andata via via affermando sia da parte dell’opinione pubblica che tra le organizzazioni dei consumatori e degli operatori della filiera.

Il continuo evolversi della normativa di settore testimonia inoltre il crescente impegno del legislatore, sia nazionale che europeo, per la tutela della salute e della corretta informazione dei consumatori. Un significativo passo avanti, in particolare, è senz’altro quello rappresentato dal regolamento (Ce) 178/2002, che introduce importanti novità quali l’imposizione all’industria alimentare della rintracciabilità degli alimenti durante tutte le fasi della filiera produttiva, la creazione di un "sistema di allerta rapido" anche per i prodotti alimentari – sulla falsariga di quello già esistente sulla sicurezza generale dei prodotti –, l’istituzione dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

Ma l’importanza del regolamento 178/2002 risiede anche nell’aver precisamente indicato agli Stati membri la strada obbligata del coordinamento e dell’integrazione in un organismo di rilievo nazionale per le competenze sulla sicurezza alimentare.

A ribadire il concetto, inoltre, sarà presto emanato un nuovo regolamento, il cui testo in bozza è attualmente all’esame delle competenti istituzioni comunitarie, secondo il quale è ancora una volta prioritaria l’esigenza di individuare precisi punti di riferimento nazionali per il RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed), il sistema europeo di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi.

L’anomalia Italiana

L’Italia, tuttavia, non si è ancora dotata di un unico ente indipendente capace di coordinare tutti gli organi deputati ai controlli sulla filiera agroalimentare, di raccordarsi con le omologhe strutture degli altri Stati membri, di porsi quale interfaccia tra le autorità del nostro Paese e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

Le competenze in materia, quindi, continuano ad essere suddivise fra diversi soggetti che agiscono spesso in assenza di indirizzi unitari: Ministero della Salute (Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, Posti di ispezione frontaliera, Istituiti Zooprofilattici Sperimentali); Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari, Corpo forestale dello Stato, Centro Nazionale di Controllo Pesca delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera); Ministero dell’Economia e delle Finanze (Agenzia delle dogane, Guardia di finanza); Competenze locali (Aziende Sanitarie Locali, Polizia annonaria).

Questa polverizzazione delle competenze non facilita certo una visione unitaria e di filiera della sicurezza, non permettendo un utilizzo razionale ed ottimale delle risorse, potendo addirittura ostacolare la tempestività del sistema di allarme e costringendo spesso le imprese ad una serie di adempimenti burocratici costosi e scarsamente utili.

Dal punto di vista delle associazioni dei consumatori, inoltre, questa complessità si traduce in una moltiplicazione dei punti di riferimento istituzionali che rende difficili i rapporti e lo scambio di informazioni. Le segnalazioni raccolte sul territorio e girate agli organismi deputati ai controlli, in particolare, si perdono spesso nei meandri di una burocrazia sorda alle istanze dei consumatori, ai quali nulla è dato sapere in merito all’esito di eventuali accertamenti – se mai ve ne siano – che da tali segnalazioni dovrebbero scaturire.

La scelta di Foggia e la presunta "inutilità" dell’Authority

Con l’individuazione di Foggia quale sede dell’Autorità Italiana per la Sicurezza Alimentare e lo stanziamento di 6mln di euro per l’avvio della sua attività, nel 2007 il problema sembrava ormai prossimo ad una soluzione, ma prima la mancata emanazione dei necessari decreti attuativi, poi l’inserimento – da parte del ministro Calderoli – dell’Athority in questione nella lista degli enti inutili ci portano oggi a dover partire di nuovo da zero.

Ma perchè tanto accanimento?

Sebbene possa sembrare difficile a credersi, se l'Authority non è mai entrata in funzione è soltanto perchè la Lega ne avrebbe voluto spostarne l'ubicazione al Nord, e precisamente a Verona.

Non riuscendo nel tentativo di spostamento, il Governo – nell’intento di salvaguardare i delicati equilibri politici con la Lega – ha congelato di fatto la nascita dell'Authority non emanando i decreti attuativi. Il ministro per la Semplificazione normativa, infine, ne ha completato l’affossamento.

L’impegno dell’Adiconsum

Siamo convinti sin dall’inizio, e cioè dall’istituzione dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che le migliori garanzie per la tutela della salute dei consumatori non possono che derivaere dall’istituzione di un’autorità nazionale separata dalla struttura pubblica, avente personalità giuridica e, soprattutto, indipendente. La "sensibilità" dell’interesse pubblico da curare (quello della salute, costituzionalmente garantito), e la funzione da svolgere prettamente scientifica, infatti, fanno di questo uno dei tipici casi nei quali è opportuno ricorrere ad un’autorità autonoma.

L’autorità nazionale dovrebbe quindi presentare caratteristiche di indipendenza, ma anche di trasparenza, di riservatezza, ed essere in grado di comunicare i risultati della propria attività direttamente al pubblico. I suoi compiti dovrebbero essere ispirati a quelli dell’Autorità europea, e la collaborazione con gli altri "sistemi" nazionali dovrebbe garantire quella "rete" europea indispensabile all’attuazione della disciplina comunitaria.

Ogni ulteriore ritardo nel costituire un referente istituzionale unico per le competenze in materia di ricerca e controllo sulla sicurezza degli alimenti danneggia la credibilità, il prestigio internazionale e la competitività del sistema agroalimentare dell’ltalia.

Per questo l’Adiconsum ha già inviato ai ministri della Salute e delle Politiche Agricole un telegramma con il quale si richiede l’urgente convocazione di un tavolo di confronto per discutere le modalità e i tempi di una definitiva istituzione – nella sua originaria sede di Foggia – dell’Autorità Nazionale per la Sicurezza Alimentare.

Nei prossimi giorni, inoltre, attraverso il sito dell’Associazione (www.adiconsum.it), sarà lanciata una raccolta di adesioni online a sostegno dell’iniziativa.



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