Prende piede anche a Lucera la moda dei lucchetti dell'amore di cui tanto si parla a Roma, ma anche a Firenze. Nella Capitale, gli innamorati si promettono amore eterno lasciando, nel groviglio di catene, un lucchetto, con i propri nomi sul terzo lampione di Ponte Milvio e lanciando la chiave nel Tevere; nel capoluogo toscano la cosa interessa Ponte Vecchio. Tutto č cominciato con il successo dei romanzi di Federico Moccia "Tre metri sopra il cielo" e "Ho voglia di te". La cosa ha preso talmente piede da compromettere la stabilitā dei lampioni, appesantiti dalla ferraglia apposta dagli innamorati. Le coppie nostrane si accontentano, invece, dei tubi metallici posti tra i muretti di cemento di viale Castello. I lucchetti, per la veritā, sono ancora pochini e non sappiamo se prolifereranno come quelli capitolini, cosė come non sappiamo la fine imposta alle chiavi dei lucchetti medesimi, non essendoci un fiume a portata di mano, ma, a voler essere realisti, un mare di immondizia. Al di lā di tutto, questa nuova usanza č collocabile nello stesso contesto romantico che spingeva le coppie di trenta-quarant'anni fa e anche oltre a incidere i propri nomi, e relative promesse di amore eterno ancora leggibili, sui mattoncini del muretto posto ai piedi della torre del Re. Perdura, quindi, la magia che avvolge tutta la zona della Fortezza Svevo-Angioina, da sempre luogo prediletto dei cuori innamorati. Peccato che, col tempo, sia diventato anche meta per consumare ben altre passioni. |